• Alessandro Felis

Cantine Salvano in Diano d'Alba


Il 2 settembre scorso, una serata di buona musica con il Lil Darling Quartet, ottimi vini e cucina nell’eremo goloso e raffinato del Capricorno di Sauze d’Oulx mi porta a conoscere Alessio Sobrero. Sin dalle battute iniziali, viene fuori la storia della sua famiglia. La cantina di Diano d’Alba, cresciuta negli anni, evoluta sino a proporre nettari con una marcata impronta, una firma che fa sì che nella nostra Italia vitivinicola, ogni etichetta nasconda storie che già dal primo sorso si abbozzano per poi riportarti indietro negli anni e scoprire segreti e abitudini di chi ha coltivato la vigna, vinificato, affinato e accudito con amore il tanto sospirato frutto della terra. L’assaggio del Nebbiolo Gentilium, austero e corposo, e del Brut Metodo Classico Jhamel (Pinot nero e Chardonnay), dal perlage lieve e dai sentori di crosta di pane sostenuti da un bel equilibrio gustativo, invitano ad approfondire la conoscenza dell’azienda.


La visita alla cantina s’impone e mercoledì scorso, la tiepida giornata di fine autunno si conclude in Valle Talloria nella bella dimora color mattone dove Alessio col fratello Massimo, entrambi enologi, insieme ai genitori portano avanti la tradizione di nonno Mario. E se la famiglia Sobrero opera nella cantina Salvano lo si deve proprio all’intuizione di quest’ultimo che ha iniziato a collaborare con la dirimpettaia famiglia Salvano, nella commercializzazione dei propri vini. A volte basta poco, un’ intuizione, un lampo di genio per assicurare il lavoro alle generazioni future che colpite dal virus del vino, si buttano a capofitto nella viticoltura e quindi nella vinificazione. Il tempo vola in cantina e i racconti si susseguono. Si è soliti dire che la gente di campagna parla poco ma Massimo è un fiume in piena che scavalca gli argini e non trascura ricordi, impressioni, emozioni e progetti futuri. L’ora di cena si avvicina, l’aperitivo deve suggellare l’incontro e l’Arneis, o meglio il Roero Arneis Docg, il bianco locale per eccellenza, diventa un imperativo. Un’uva e un vino che non mi avevano mai sedotto ma non aspettavo altro che ricredermi. Sin dal naso, penetrante e intenso, l’Arneis targato Salvano ti conquista, porta in un altro pianeta e richiede di riprovarlo tra qualche mese perché la freschezza di questo 2016 è ancora tale che alcuni mesi di bottiglia lo affineranno ulteriormente, contraddicendo i ben pensanti che parlano del solo invecchiamento dei bianchi d’Oltralpe.

Le altre etichette? Parlarne sarebbe un peccato perché è in loco che bisogna scoprirle, con il calore di una famiglia che accompagna ogni calice con un pezzo della propria avventura che si snocciola tra le viti dei tanti ettari che compongono il podere.


Cantine Salvano

Via Guido Cane, 1

Valle Talloria

Diano d’Alba (Cn)

Tel: 0173.23.94.11

www.salvano.com – info@salvano.com

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