Poderi Vaiot, eccellenza del Roero
- alessandro felis

- 3 giorni fa
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Lunedì scorso, con alcuni colleghi, sono stato accolto da Daniele Casetta e dalla sua famiglia a Montà d’Alba, presso la cantina che una volta si chiamava Franco Casetta, dal nome del padre. Ma, come ci racconterà l’attuale titolare, dopo avere superato il primo momento di diffidenza tutta piemontese, “ci sono troppi Casetta in zona e dovevamo differenziarci”.
E così l’azienda nata nel 1965 diventa Poderi Vaiot, un nome apparentemente strano che deriva dalla piccola zappa, in piemontese, quello stesso utensile che papà Franco ha utilizzato per lavorare i terreni e rendere coltivabili gli appezzamenti. Un ricordo che racchiude la fatica spesa dall’avo per fare fruttare terre che oggi sono un tesoro che produce nettari apprezzati ovunque in Italia e nel mondo. Zolla dopo zolla, mattone dopo mattone, si sono acquistati ettari, costruiti fabbricati che oggi formano il podere. Pochi mesi fa è mancato improvvisamente Walter, fratello di Daniele che continua l’attività paterna con la moglie Silvia e i figli Edoardo e Franco, il più giovane che sin dal nome assicura continuità con il passato.

Il Roero è terra di Arneis e Nebbiolo, e i due vitigni sono alla base delle principali etichette che nascono in questa tenuta che si articola nei dintorni del Santuario dei Piloni, storico edificio di origini romane. Il vitigno a bacca nera più famoso del Piemonte origina, e non poteva essere altrimenti, un Roero Docg in versione riserva e uno straordinario Nebbiolo d’Alba che estrinseca le caratteristiche varietali, dal colore rubino scarico a una esplosione di violetta al naso che diventa velluto in bocca e conquista. Ma non vanno dimenticati, sempre dall’uva dei grandi rossi, il rosato e un gradevolissimo Metodo Classico che ricorda come possa questo vitigno essere eclettico e affascinare anche in tipologie che, negli usi degli ultimi decenni, non erano così scontati. Sul fronte spumante ancora, una bella bolla, raffinata e strutturata con l’Alta Langa, 100% Pinot nero, che soggiorna più di 30 mesi sui lieviti. Daniele tiene a sottolineare che tutte le operazioni di spumantizzazione fino al dégorgement sono rigorosamente effettuate in cantina e il dosaggio zero è il marchio dei Casetta dei Poderi Vaiot.

Ricordiamo anche il Timorasso che, seppur lontano dalla sua zona tradizionale di coltivazione, ottiene risultati lusinghieri sotto la Doc Langhe e con l’azzeccata indicazione di Diavolo Bianco. Sacro e profano vanno a braccetto, e le proposte di casa Vaiot hanno il denominatore comune dell’identità territoriale e della beva facile anche quando la struttura si fa importante e la gradazione è quella che il riscaldamento climatico ci impone.

In cantina, la zona affinamento è ricca di molte tipologie di botti: dalle barriques ai tonneaux fino a contenitori più capienti. Fogge diverse, legnami differenziati, anche l’acacia che fa capolino, a dimostrazione di quanta attenzione si porta all’evoluzione, alla maturazione. Ma senza mai vedere le note boisées, legnose prevalere e prevaricare, il primo attore rimane il vino che deve sviluppare il suo potenziale varietale e pedoclimatico.

La degustazione accompagnata da alcune specialità casearie e di salumeria, ha suscitato molto interesse con una Roccaverano dalla stagionatura perfetta e una focaccia sapientemente farcita e condita da Silvia.
Circa 100 000 bottiglie per trasmettere ai fortunati clienti parte del patrimonio storico ed emotivo di questi interpreti di una fetta di Piemonte operoso di cui andare orgogliosi.
PODERI VAIOT
Azienda Vitivinicola Franco CasettaBorgata Laione, 43 - Montà (Cn)
Tel: +39 339 4784206




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