Villa Rambaudi, la contaminazione che non ti aspetti
- alessandro felis

- 3 giorni fa
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Ho conosciuto Antonio Strumia molti anni addietro, allorché ero responsabile della Guide Gantié per l’Italia. Ero entrato nella sua bottega di Sommariva Bosco, antro di gusto e gentilezza, e avevo fatto amicizia con l’lndiana Jones delle cose buone, come lo avevo battezzato, e la sua, allora nascente, mieloteca che sarebbe diventata riferimento per il settore. Oggi ancora, ogni tanto, ricevo una sua telefonata, per un saluto, un ricordo o, come due mesi fa, per una segnalazione da non sottovalutare. Quando Tonino indica un locale, un cuoco, un indirizzo, bisogna sempre prestarci molta attenzione, lui è un profondo conoscitore del mondo enogastronomico, quello vero non la fuffa modaiola. E così mi appuntai il nome di Villa Rambaudi a Sanfrè, a pochi minuti da Bra e circa 45 minuti da Torino.

Seguono alcune telefonate con Cristian (senza h) Broccoli, chef della fascinosa dimora, ischitano trapiantato in Piemonte, dove ha conosciuto l’amore nella penultima edizione di Cheese e ha dato una svolta al suo percorso professionale. La scuola alberghiera, le stagioni, un peregrinare nella nostra regione che lo vede in locali conosciuti di Langa, Canavese e Torino per poi approdare nella romantica dimora della famiglia Di Concilio. Una casa padronale, sabauda nell’anima, elegante ma non ostentata, progettata nel 1754 come tenuta di campagna per la villeggiatura estiva dei conti Rambaudi, divenendo in seguito residenza stabile.

Si posteggia l’auto nel cortile privato e si varca il cancello di ferro battuto. Sin dall’ingresso si è conquistati dalla bellezza: giardino, piscina, uno scrigno rinchiuso, nascosto alla vista dall’esterno,
nulla di più legato alla profonda mentalità nostrana, sempre timorosi di apparire. Concretezza e solidità che, sembra un controsenso ma non lo è, trovano nell’anima mediterranea dello chef trentaseienne quella sinergia che non ti aspetti. Un’esplosione di materie prime legate al mare ma anche all’Oriente, un apparente sacrilegio che trova la sua motivazione nell’assaggio dei piatti che come opere artistiche moderne trovano spazio nell’ambientazione rétro.
Equilibrio è il fil rouge della degustazione che integra, nel modo più naturale del mondo, territorio roerino e mare ischitano, rigore sabaudo e creatività partenopea. Nessuno choc, nessun stupore, tutto lineare, integrazione perfetta, pennellate di colore su base tradizionale, e la cucina locale si accende. La bagna caoda di tinca gobba dorata di Ceresole d’Alba con aglio nero inizia il percorso che continua con le Onde Terrose, un bonbon di Salsiccia di Bra cruda avvolto da carpaccio di capasanta (un’eresia che diventa peccato di gola da commettere senza moderazione), e un sublime gambero carbonaro, entrambi piatti che rimarranno anche nel menu estivo, per nostra fortuna. Imperdibili i gyoza che rivaleggiano con quelli dei migliori ristoranti giapponesi. Non posso parlare, purtroppo, del convincente secondo, anteprima della prossima carta che non devo svelare. E ho chiuso con il Sospiro Tropicale, un sablé al cocco con mousse di ananas, vaniglia e cioccolato bianco. Freschezza anzitutto e scelta azzeccata degli abbinamenti che ne fanno una chiusura di pasto ideale senza eccessi di dolcezza, non amo ripetermi ma un capolavoro di equilibrio gustativo. Il risultato? Solitamente i dolci li assaggio solamente ma questa volta non ho lasciato neppure una briciola. Menu degustazione a 50 e 65 euro.

In sala, Greta, figlia dei proprietari dell’eremo roerino ed Elena, competenti e sorridenti. La carta dei vini, di giusta ampiezza, propone etichette inevitabili e altre meno conosciute, in un mix che dimostra buona conoscenza delle cantine. Il classicissimo ma sempre sicuro riferimento Brut Valentino riserva Elena di Rocche dei Manzoni e un calice di Langhe di Nebbiolo di Corino hanno accompagnato la mia visita che non sarà sicuramente l’ultima. Mi auguro che tante premesse possano affermarsi in futuro, la stoffa c’è tutta, l‘amico Strumia, una volta ancora, ha fatto centro. Rambaudi e Cristian Broccoli, un matrimonio che s’ha da fare….

E per un’esperienza coinvolgente a 360 gradi, è indispensabile pernottare in una delle cinque lussuose camere che riportano ai tempi che furono.
Villa Rambaudi
Via delle Chiese, 6 - 12042 Sanfrè (Cn)
Tel: 39 392 844 9015 https://www.villarambaudi.it/ - info@villarambaudi.it



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