• Alessandro Felis

Il Giardino in centro a Torino


Un giardino in pieno centro storico. Nella, da sempre, intrigante e sorprendente, via Barbaroux, in mancanza di alberi, piante e fiori in piena terra, l’ambiente vegetale nasce da alcuni vasi che rallegrano l’essenziale ma fascinoso spazio esterno nell’altrettanto coinvolgente piazzetta “Università dei mastri minusieri”. Presto sarà rimossa l’impalcatura dal palazzo che ospita il locale e che attualmente lo avvolge a mo’ di pacco regalo. Un tuffo nella Torino che fu, operosa, artigiana, profondamente sabauda.


L’ambiente è semplice, curato, intimo, seducente; due salette, una cucina parzialmente a vista. Qualche nota di Provenza, un tocco retro seppur nella sua connotazione à la page. Il giardino esplode nella proposta della cucina che, unica rappresentante in città, è circolare, figlia degli insegnamenti di Igles Corelli e saldamente nelle mani di Maria Zingarelli che illustra, racconta un mondo non così ovvio, specie ad un onnivoro impenitente come il sottoscritto che non poteva però trascurare questo lato insolito della gastronomia torinese. L’ispirazione nasce difatti dal repertorio locale, debitamente adattato. La proposta del mezzogiorno ruota intorno alle ciotole che, sapientemente studiate, soddisfano sin dalla vista e propongono equilibri nutritivi inattesi ma reali. La carta serale si articola in più proposte che dall’antipasto al dessert - anche se la divisione tra le portate non esiste sulla carta - bandiscono la carne ma non altri prodotti animali come uova o formaggi. Siamo nell’ambito vegetariano, non vegano, seppure alcuni piatti seguano i dettami di questa filosofia di vita.


La prima sensazione è di piacevole sorpresa e i, seppur negati, inevitabili, pregiudizi, preconcetti svaniscono, spariscono come neve al sole. Una successione di assaggi che appagano già alla vista. Forme e colori, sapori e abbinamenti, gioco delle consistenze e attenzione all’aspetto salutistico. Maria affascina e non può lasciare indifferenti nel suo raccontare una cucina le cui basi vengono da percorsi che la sua vita, la sua esperienza, perfezionano e affinano quotidianamente.


Il semplice ma gustoso passato di verdure, legumi, curry e mandorle, è un apprezzatissimo amuse-bouche e ottimo preludio. La ciotola viola con semi di amaranto, inno al colore da bandire nel mondo dello spettacolo, è un esempio di piatto a sé stante, che racchiude tutto quanto necessario al nostro organismo, il tempo di un pranzo. E ogni piatto è studiato in modo da potere essere parte di un percorso articolato in un classico – nella struttura – menu ma vive anche in assoluta autonomia. Tra schiacciata di patate e pecorino, caponet rigorosamente senza carne e cerali declinati in mille modi tra cui ottime variazioni sul tema del riso, il percorso si snoda, logico, leggero, buono! Convincenti alcune bevande detox, tra cui quella a base di infuso di tè nero, fiori di sambuco, sicuramente benefica e piacevolissima. Vi sono anche alcuni vini ma mi sembravano fuori luogo. A cena, il menu completo sta sui 30 euro, con meno della metà si pranza (11 euro con le ciotole). Un doveroso cenno al servizio che nella sua informalità offre attenzioni che non sempre si trovano in locali che si vogliono blasonati.


Un posto da provare, sicuramente, e la curiosità della prima volta diventerà volontà, desiderio di nuove esperienze che sembrano nascere per dimostrate che l'universo vegetale, a tavola, può essere colorato, vivo, allegro, gustoso, appetitoso e vario. Banditi gli estremismi, siamo nell’ecumenismo culinario dove ogni tassello contribuisce a questo stupendo mondo del cibo dove si intrecciano tante componenti con sì lo scopo di nutrire ma anche di divertire e dare piacere. Non può non tornare in mente Voltaire, che nel Candido, ci ricorda che “il faut cultiver son jardin”, “bisogna coltivare il proprio giardino”, inno all’ottimismo ma soprattutto al sapere apprezzare le piccole, semplici, belle cose che il quotidiano ci offre, anche nel centro della nostra città, il tempo di un pranzo!

Giardino Ristorante

Via Barbaroux 25 - Torino

Tel: +39. 011. 69.700.71

www.ilregio.com

ilgiardino@ilregio.com

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