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L’annata agraria 2018 in Piemonte secondo Confagricoltura


Il settore primario, quello della lavorazione della terra – la nostra agricoltura – pur guardando alla tecnologia, all’innovazione, con la robotica che entra nelle stalle, la gestione computerizzata di trattori e macchinati vari, i droni che irrompono, è profondamente e, lasciatemi dire “per fortuna” legato alle tradizioni. Tra gli usi che si tramandano di generazione in generazione, di padre in figlio, vi è quello che si discosta da tutti gli altri settori: la fine dell’annata agraria che non coincide con l’anno solare bensì con la ricorrenza di San Martino. L’11 novembre è difatti la data che storicamente indica la semina del frumento - il grano -: tutte le pendenze e gli incassi venivano chiusi in quei giorni e così la stipula dei contratti agrari. E se non venivano rinnovati, tale data significava anche abbandonare la casa e traslocare. Ricordiamo sempre che una delle differenze sostanziali tra il mondo rurale e quello industriale, oltre all’operare con organismi viventi – animali e vegetali – e quindi essere legati a cicli di crescita e sviluppo, è la sovrapposizione tra luogo di lavoro e abitazione. Nella maggior parte dei casi la cascina è anche dimora e perdere il lavoro significava anche ritrovarsi senza tetto.

E quindi, anche quest’anno, il 12 novembre - l’11 cadeva di domenica - Confagricoltura Piemonte tracciava la situazione dell’anno appena trascorso: bizzarro dal punto di vista meteorologico, con una primavera particolarmente fredda e piovosa e un’estate calda e siccitosa. In diminuzione i raccolti di grano e orzo, di verdure primaverili e frutta precoce. Ottimo il raccolto di mais, buono quello del riso e della soia. La vendemmia è stata eccellente, con un sensibile recupero della produzione rispetto alla precedente. Di buona qualità, con un mercato interessante: pesche, mele, piccoli frutti mentre per l'actinidia le produzioni si rivelano scarse. Annata non positiva anche per il nocciolo e per le castagne.

Per quanto riguarda gli allevamenti zootecnici, dopo anni di grande crisi il mercato avicolo - polli da carne, tacchini e uova - va abbastanza bene. Stabili i prezzi dei bovini di razze francesi, mentre continua l'interesse per la carne di razza Piemontese. Il mercato del latte presenta dei prezzi sostanzialmente allineati ai valori del 2016 e 2017; in calo le quotazioni per i suini. Annata interessante, dopo la serie campagne negative, per l'apicoltura, con una produzione di miele tornata a livelli buoni.


Le aziende agricole in Piemonte sono 53.000, in costante diminuzione. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia “è necessario puntare sempre di più sulla qualità, sul rispetto dell'ambiente, sulla competitività, investendo risorse nella multifunzionalità, confrontandosi con il mercato e allargando gli orizzonti. Si chiede una maggior sensibilità del governo per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione; il mantenimento dell'obiettivo della riduzione della spesa pubblica improduttiva, lo sviluppo di un dialogo attivo con l’Unione europea, indispensabile per la nostra agricoltura e una grande attenzione alla definizione di accordi internazionali, anche bilaterali, sul commercio le tariffe per favorire le nostre esportazioni”.


E siccome “a San Martino ogni mosto diventa vino»: un brindisi augurale per la nuova annata agraria suggellava la chiusura dei lavori.







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Alessandro Felis

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