• alessandro felis

La Pasta di Natale

Siamo ormai a pochi giorni da Natale, in quest’anno tanto strano, tanto difficile; stiamo arrivando al periodo delle solitamente tanto agognate - non sempre forse - feste di fine anno. La vita deve continuare seppure la tristezza pervada e tutti siamo consci che, anche se limitati nel numero di persone e negli spostamenti, cercheremo di essere vicini ai nostri cari.


Questi, di consuetudine, sono i giorni in cui in tutte le famiglie ci si consulta, si spolverano i ricordi per riproporre i piatti della tradizione che vengono perpetuati da generazioni e solitamente rigorosamente riproposti senza modificare nulla o dando libero sfogo alla creatività. Amo scherzare ricordando che non conosco famiglia piemontese che non sia detentrice dell’autentica ricetta degli agnolotti. Quella che faceva Nonna Maria piuttosto che Magna (zia in dialetto) Pina. Le uniche insignite dalla “denominazione di origine famigliare”, tutte le altre sono solo imitazioni, tentativi taroccati di elaborare piatti non rispondenti alla cultura locale. E così si disquisisce sul ripieno, le tre carni, lo spessore della pasta, il numero di tuorli e poi il condimento che va dal saporito sugo d’arrosto a intingoli più complessi. Ovviamente bisogna poi decidere se plin o gobbi! Insomma un vero affare di… stato. Chiacchierate, telefonate e consultazioni varie, a volte sfociano in veri e propri litigi causati da prese di posizione gastro-storico-familiari che per fortuna scemano, ma non si scordano, davanti a un grilèt (zuppiera) di fumanti paste ripiene preparate come avrà deciso il Gran Consiglio di Famiglia o avrà imposto la persona più autorevole.


Volete esulare da questi problemi? La soluzione esiste ed è tanto semplice: l’acquisto esterno che permette oltretutto di diversificare e fare incetta di tutte le tipologie di pasta che si desiderano disponendo così di menu diversificati nei giorni ma anche nello stesso pasto per i singoli commensali, mettendo tutti d’accordo. Vorrei ricordare tutti gli amici, artigiani del gusto, ristoratori, tutte le aziende che lavorano in queste settimane, con più merito del solito per rendere più gustose le nostre ricorrenze e sicuramente li accomuno in un ringraziamento sincero per quanto cucinano e propongono, non senza fatica e complicazioni. Non posso non citare la famiglia Muzzarelli, Achille e le figlie sono stati i primi, molti anni fa, tanti ahimè, che mi hanno fatto assaggiare abetini verdi, stelle di Natale e agnoli di cappone, la tradizione rivisitata con la forma che diventa goloso simbolo festivo. La tavolozza del Pastificio Bolognese è varia e ampia e disponibile anche consegnata direttamente a casa. Ci sono pure i prodotti di gastronomia che, solo questi, devono essere prenotati entro il 15 dicembre. Andando sul sito o direttamente in negozio oltre a scoprire l’intera gamma di prelibatezze, potrete risolvere l’annoso problema dei regali con le Gift Card che saranno ghiotte strenne, anche per coloro che non potranno condividere la nostra mensa.



Pastificio Bolognese

Via San Secondo, 69 – Torino

Tel: +39 011 591360/011 597630

www.pastificiobolognese.it




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Alessandro Felis

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