Oktoberfest a Torino: tradizione bavarese, gusto sempre più italiano
Dal 17 ottobre al 1° novembre, a Torino, 16 giorni all’insegna di birra Paulaner - uno dei sei birrifici storici di Monaco -, cucina bavarese, musica dal vivo e luna park, nel parco della Pellerina. Terza edizione dell’evento che sta diventando una consuetudine anche sotto la Mole. Una data che ormai la città segna in calendario, così come in Germania si attende la Wiesn, il nome affettuoso con cui viene chiamata la celebre kermesse autunnale.
I numeri del 2025 seppur lusinghieri non chiedono che di essere superati quest’anno: 150.000 visitatori, il 15% in più rispetto al 2024, 50.000 piatti serviti, 47.500 litri di birra spillati, 9.000 porzioni di stinco, il piatto più amato, seguito da 8.000 Schnitzel - la milanese in versione viennese -, 15.000 bretzel caldi e oltre 13.000 porzioni di dolci bavaresi. Numeri significativi che parlano da solo e indicano il gradimento della kermesse in terra piemontese.
Il via ufficiale, sabato 17 ottobre alle 11.00, ha visto la tradizionale apertura della prima botte, l’accensione dei fuochi della cucina e il primo pranzo bavarese. Gesti intimamente legati alla storia bavarese che stanno entrando anche nelle nostre abitudini, a vedere l’entusiasmo con il quale é stato accolto il rituale colpo di martello per inserire il rubinetto da cui spillerà la bionda bevanda dalla botte, ad opera di Paolo Chiavarino, assessore al Commercio della Città di Torino, affiancato da Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Commercio di Torino che ricordava le ricadute positive dell’evento sulla città

Alle 15,30 la festa si spostava in centro con la grande parata, con partenza in piazza Solferino e arrivo in piazza Castello, aperta dal carro storico Paulaner del 1908 trainato dai cavalli. Quest’anno il corteo era ancora più grande, con la banda bavarese ampliata, le majorette, le maschere torinesi Gianduja e Giacometta e i ragazzi e le ragazze che lavorano alla Paulaner Oktoberfest. Ben 200 assunti nei 16 giorni della grande festa!
In serata, la Mole Antonelliana si illuminava di blu e si vestiva con la livrea della birra che ha portato l’Oktoberfest a Torino.
Da sottolineare la forte simbiosi gastronomica che nel corso degli anni si sta rafforzando con il territorio. Le specialità bavaresi servite sotto l’immensa struttura, capace di ospitare 3.000 persone sedute, vedono speck, carni e formaggi provenire dal Trentino-Alto Adige, i polli da Cherasco e i prodotti freschi dai mercati locali.
Inoltre, tra le novità del 2026, la Prosit Lounge, un ampio spazio coperto, davanti al padiglione centrale, per prendere l’aperitivo, ascoltare la musica e respirare l’atmosfera bavarese, dove si trovano anche, le proposte gastronomiche di M**Bun, la prima agri-hamburgeria “slow fast food” di tradizione piemontese. E la bevanda analcolica della manifestazione? La torinesissima Molecola ha l’esclusiva.
Un’interessante contaminazione gastronomica che non può che essere apprezzata dal pubblico, specie quello italiano che tiene molto all’origine nazionale dei prodotti agricoli, da sempre contraddistinti da garanzie di genuinità e sicurezza alimentare.
Piccolo richiamo storico: il nome dell'industria della birra trae la sua origine dai frati di san Francesco da Paola che risiedevano a Neuhauser Straße, a Monaco: iniziarono a produrre la birra per loro uso personale dal 1634 e dopo il 1780 cominciarono a venderla al pubblico.
L’ingresso alla rassegna alla Pellerina è gratuito e l’apertura dal lunedì al venerdì dalle 19,00; sabato e domenica dalle 12,00.
Ein prosit!!!

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