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  • Immagine del redattorealessandro felis

Passaparola… non dico altro!

Aggiornamento: 12 mag 2023

Era da parecchio tempo che mi consigliavano di venire in questo locale del centro storico di Vinovo e finalmente martedì scorso sono riuscito a combinare. Le aspettative erano molte e devo essere sincero la realtà ha superato tutte le “recensioni” positive che mi erano state fatte sul locale.


Non conoscevo la cittadina alle porte di Torino, se non per averla sfiorata più volte recandomi nel Pinerolese o andando a fare shopping a MondoJuve. Mai avrei immaginato un centro storico così carino, con la fascinosa piazza antistante il Palazzo del Comune dove ho comodamente posteggiato. La serata parte subito con i migliori auspici: bella cornice ambientale con per di più parcheggio facile e prossimo al locale. Pochi passi in una graziosa via e la dimora d’epoca accoglie. L’ambiente accattiva al primo impatto: moderno, elegante, originale, molto distante dallo stereotipo del ristorante pizzeria. E per causa, Matteo Del Peschio, padrone di casa, nasce come architetto e, a ogni chiusura del locale, rinnova, modifica, stravolge. Dai muri ai piatti, ogni visita può riservare piacevoli novità, sorprese, sempre improntate al buon gusto e alle mille attenzioni che rendono la mise en place originale e di tono. Designer per indole e formazione, ristoratore per tradizione di famiglia – i genitori avevano aperto La Lampara a Torino – nel giovane titolare le due anime convivono sinergiche e complementari.


La cucina? All’immagine dell’arredamento: intreccio delle origini della famiglia di Matteo e della regione dove è nato. Pertanto i piatti sono una azzeccata commistione tra Sicilia, Campania e Piemonte. Lo stesso menu strizza l’occhio, nei nomi dei piatti, ai tre dialetti e piace. Si inizia con un amuse-bouche che ci fa capire che il percorso sarà molto serio: ottima crocchetta di stracotto. E poi: pizza napoletana ma anche “a le propi bun-a”, sushi – vero scordavo anche le influenze nipponiche – “parla pà” o “berlica barbis” e tra i secondi non si può non provare“pom e crin” o lo squisito brasato al vermouth e melograno. Prometto di assaggiare i dessert alla prossima visita, tanto credo di tornarci presto.


La carta dei vini è importante, ama i Barolo ma regala anche “piccole etichette”, alcune assolutamente da provare come due nettari di altrettante cantine cooperative: l’Erbaluce di Caluso Fiordighiaccio della Cantina Produttori di Erbaluce e il Ruchè di Castagnole Monferrato della Cantina che prende nome dal paese che origina la Doc. E poi, una chicca che non viene mai citata, anzi un chicco, il caffè! Si può scegliere tra più metodi di estrazione e più miscele. Equilibrato, delicato e suadente l’origine Etiopia fatto nella cucumella, meglio conosciuuta come napoletana.


In estrema sintesi, se una sera si decide di partire da Torino per una gita fuori porta, vicinissima dal centro del capoluogo, alla ricerca di novità, con una cucina sicuramente originale e fusion quel che basta, senza esitazioni, è il posto giusto. A me è piaciuto molo ma lo si era già capito. E non mi resta che dire al lettore : “vacci e … Passaparola!".


Passaparola – Bottega contemporanea

Via Torta, 3 – Vinovo (To)



Thanks to Rosalia Imperato e Irene Prandi

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