• Alessandro Felis

Nocciolini e Caluso Passito: il Canavese dei golosi.


Il piemontese è notoriamente riservato: quotidianamente ci rimproveriamo di adottare un basso profilo quando invece avremmo tanto da dire e mostrare. Il Canavese, il verde Canavese profondamente agricolo, un corridoio che da sempre mette in comunicazione Torino con la Valle d’Aosta e l’Europa a modo suo dimostra però, mantenendo il suo stile profondamente sabaudo, mai ostentato, una propensione, una predisposizione storica alle pubbliche relazioni, alla promozione ante litteram del territorio e dei suoi prodotti di punta.

Ieri nella sede Ascom di Torino, la conferenza stampa di presentazione della ventunesima edizione della Festa dei Nocciolini di Chivasso condotta dalla padrona di casa Maria Luisa Coppa vedeva una folta rappresentanza di amministratori e personaggi del Comune capeggiata dal sindaco Claudio Castello e dal presidente Ascom Giovanni Campanino. Il primo cittadino ricordava di quando il padre, in forza alla Olivetti portava in giro per il mondo i nocciolini come regalo a clienti e amici. Impossibile in quel frangente non pensare all’ing. Adriano che in valigia, nei suoi spostamenti di lavoro, aveva sempre qualche bottiglia di Erbaluce di Caluso passito. Altri tempi? Probabilmente sì. Forse era il risultato di una sensibilità che l’Azienda assorbiva dai propri vertici e che si traduceva nel desiderio di fare sistema, la consapevolezza che solo proponendo il territorio in toto si può crescere e progredire. E sicuramente come legante vi era l’amore per la propria terra e i suoi attori, coloro che la coltivano e ne trasformano i frutti.


E proprio i noasetti - come si chiamavano le croccanti, suadenti, palline nate da nocciole piemontesi, albume e zucchero, prima che un decreto dell’era fascista ne italianizzasse il nome in nocciolini - quest’anno si gemellano col vino più pregiato di Caluso, in un abbinamento da sempre apprezzato e proposto in loco, un patto che rinsalda passato e presente con sentori e sapori dei tempi che furono, che sono e che saranno. Già lunedì, alla Douja di Asti, con alcuni viticoltori del Calusiese e un pasticcere, avevamo riproposto l’incontro tra il nettare che suggella i momenti importanti della vita di qualsiasi Canavesano che si rispetti e i nocciolini, il cui marchio fu depositato nel 1904 presso il Ministero del Commercio del Regno d’Italia. E nel 1900, arrivò la più alta onorificenza all’Esposizione Universale di Parigi.


Dal 21 al 23 settembre Chivasso vivrà all’insegna dei nocciolini che lo scorso anno hanno portato 30.000 presenze alla manifestazione che si articola in numerosi momenti: gastronomia ma anche musica, laboratori per grandi e piccini, incontri istituzionali che si possono scoprire su www.comune.chivasso.to.it o alla pagina Facebook “Festa dei Nocciolini”. Imperdibile la domenica 23 alle 16 la degustazione di nocciolini e sambajon! I golosi impenitenti saranno i benvenuti! E quest’anno il manifesto è opera del Maestro Ugo Nespolo.






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