• Alessandro Felis

A Torino, vince l’Aroma!


C’ero stato più di un anno fa con Walter Eynard: era a pranzo, due piatti veloci ma il ricordo era di quelli che ti invita a tornare. Via Monferrato non era ancora pedonale e, quando ci sono venuto poche sere fa, altri cambiamenti mi aspettavano.


Completamente rinnovato a gennaio, l’ambiente, dominato dal colore nero – che solitamente non mi fa impazzire – denota eleganza; moderno ma senza quella sensazione di minimalismo che spesso trasmette nudità. Diciamolo pure, il locale è bello e i tavoli apparecchiati sulla via fanno vacanza. Ancora in divenire, il dehors interno, come si usa definire a Torino: uno spazio intimo, romantico, annesso ma nel contempo nel cuore del locale. Rimangono saldamente al comando i fratelli Lamarca, Denis in sala, affabile e discreto come si deve e Diego ai fornelli.


Dilemma? Scegliere qualche piatto dalla carta o lasciare fare i padroni di casa. Qualche consiglio, qualche domanda e opto per la sorpresa, mezza sorpresa visto che ho letto e riletto il menu.


Gli ormai inevitabili amuse-bouche non sono banali e aprono in modo adeguato, stuzzicante a dovere, il percorso. Interessante persino il panino a vapore che in versione orientale originale non mi fa impazzire. Gli antipasti mi seducono: l’ombrina in zuppetta di latte di cocco e curry – che temevo molto – è semplicemente squisita nella sua delicatezza ed esecuzione. E il filetto di agnello alla liquirizia, mandorle salate e gelato alla cipolla? Meriterebbe un bis immediato. Diego gestisce alla perfezione le cotture. Se sarà ancora in carta, alla prossima visita, mi lascerò tentare dall’uovo alla Marengo. Il tonno con fave, piselli e cipolla rossa ci ricorda come non sia necessario cercare complicazioni per ammaliare.


E poi i dolci. Quando cito i dessert, c’è veramente da sgranare grandi grandi gli occhi, anzi la bocca. Non è mistero che preferisco il salato ma i due assaggi della serata mi hanno conquistato. Il pistacchio, fave di tonka e albicocca arrostita assurge a miglior dolce degli ultimi mesi, assolutamente imperdibile: semplice, materia prima ineccepibile e accostamenti stra-azzeccati. E poi porcini, meringa, cioccolato bianco e mirtilli, ecco il piatto à la page, il sempre temuto “lo chef ha voluto ricreare…”, ebbene funziona; il fungo, nell’aspetto più simile alla temibile amanite muscaria che al boleto, è al centro di un sottobosco ricostruito ad hoc dove tutto è stato posto prima per stupire, poi incuriosire, fare riflettere e infine gioire!


La cena è stata accompagnata da un piacevole, delicatamente fruttato Sharis di Livio Felluga, assemblaggio di Ribolla gialla e Chardonnay.


Menu degustazione a 60 € e un grande plauso ai Lamarca Bros che meritano un posto nell’Olimpo dell’ormai affollato panorama gastronomico cittadino.


Aroma

Via Monferrato 23/a

Torino

Tel: +39. 011.819.60.13

www.aromaristorante.torino.it - inforistorante23@gmail.com

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