• alessandro felis

Civicouno: il locale che non c’era

Aggiornato il: giu 17

Parafrasando Gino Paoli mi verrebbe da scrivere “eravamo tanti amici e un bar” anche se bar è errato, molto riduttivo per definire questo neonato locale che strizza l’occhio alla Torino che conta ma non conta le ore e non ama il conformismo. Ristorante, non proprio, anche se ai fornelli vi è un cuoco con i fiocchi e i controfiocchi. Inutile cercare di inquadrarlo è il locale che non c’è anzi che non c’era e non poteva che nascere nella via che non c’è o meglio che è così breve da avere – unica a Torino – un solo numero civico, il numero “uno”, ovviamente, che battezza questo speciale locale nato, norme anti Covid costringendo, all’esterno e che da pochi giorni può anche sfruttare i fascinosi spazi interrati allo sguardo dei più ma intrisi della storia cittadina, che porta ai cunicoli di Palazzo Reale.


Fabrizia e Laura, maga della lievitazione, gestivano l’Arrocco a Rivoli – ecco spiegata la seconda parte del nome – e la loro famosa pizza al padellino approda anche a Torino. A Gabriele, sommelier come Fabrizia, è affidata la sala e Branka, barmaid, completa il poker. Una squadra motivata, esperta, lanciata in questa nuova avventura in pieno centro cittadino e nel contempo con quel respiro che la breve, brevissima via concede, quasi un’isola di pace a pochi metri di Piazza Castello e via Po. Per completare la proposta, ecco approdare, quando il team è già schierato sulla griglia di partenza, il talentuoso Gabriele – anche lui – Gorlato che da un anno scalpitava e impegnava il suo tempo scrivendo le sue teorie, solo apparentemente stravaganti. Entusiasmante il percorso sperimentale che ha permesso di provare la mano sicura dei cinque attori che si muovono, affiatati come se lavorassero insieme da sempre. Soffici e saporiti i cuscinetti ripieni di latte vaccino cagliato, sublime il vitello tonnato a mo’ di raviolo, omaggio a Giovanni Vialardi, strepitosi l’uovo sonico e la cipolla macerata nel sale e ricomposta e in conclusione, una Tatin che strizza l’occhio alla Francia. Azzeccati gli abbinamenti dal Riserva Elena di Rocche Manzoni fino al Madame Bovary, cocktail che porta l’impronta della giovane mixologist che entra nell’olimpo cittadino della specialità.


Il giovane chef, dal curriculum già imponente, si è inserito perfettamente e aggiunge quel tassello che in pochi giorni proietta il Civicouno tra i locali imperdibili, da frequentare assiduamente per scoprirne tutte le sfaccettature e chissà che questo Uno non sia solo un riferimento toponomastico?



Civicouno by L'Arrocco

Via Giovanni Virginio 1/a - Torino

Tel: +39 011 4155473

https://civicounotorino.it/ - prenotazioni@civicounotorino.it









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